Leevio Blog http://blog.jakelm.it Forte batte il tamburo, lo eguaglia il mio cuore, i miei nemici sono avvisati. posterous.com Fri, 04 Feb 2011 05:29:00 -0800 dal Giappone per il BFC ! http://blog.jakelm.it/dal-giappone-per-il-bfc http://blog.jakelm.it/dal-giappone-per-il-bfc

http://www.cara-bologna.net/

Ecco il sito di appassionatissimo tifoso giapponese del Bologna, dove riporta le notizie del sito ufficiale del Bologna FC traducendo il tutto in giapponese. 

Il curatore Jun Eguchi è stato nominato da diversi quotidiani per aver aderito tra i primi all'associazione dei tifosi di azionariato popolare dal lontano Japan !

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Fri, 04 Feb 2011 05:23:00 -0800 Elio e le Storie Tese - Regime di Cuori - Live at Parla con Me - 02/02/2011 http://blog.jakelm.it/elio-e-le-storie-tese-regime-di-cuori-live-at http://blog.jakelm.it/elio-e-le-storie-tese-regime-di-cuori-live-at

Semplicemente geniale (e attuale :( ) il testo e fortissimo anche Elio/Pelù !

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Thu, 20 Jan 2011 02:16:00 -0800 Le modalità per associarsi al Bologna FC 1909 http://blog.jakelm.it/le-modalita-per-associarsi-al-bologna-fc-1909 http://blog.jakelm.it/le-modalita-per-associarsi-al-bologna-fc-1909

MODALITA' OPERATIVE

Da oggi puoi diventare socio della squadra della tua città.
Dal 20 gennaio sono aperte le iscrizioni con le seguenti modalità:

1. Pagamento della quota associativa attraverso: 
a) Versamento sul conto dell'Associazione prescelta presso qualsiasi filiale Banca di Bologna; 
b) Bonifico utilizzando l'IBAN corrispondente all'Associazione prescelta indicando sempre, oltre all'ordinante, il codice fiscale.

2. Iscrizione all'Associazione prescelta presso qualsiasi filiale Banca di Bologna. Prima di procedere con l'iscrizione è indispensabile effettuare il pagamento della quota associativa. La copia del pagamento va esibita all'atto dell'iscrizione per l'annotazione degli estremi nel modulo stesso.



Associazione dei Professionisti e Dirigenti 
Quota minima 1.000 Euro
IBAN IT89L0888302401CC0160080000

Associazione dei Commercianti
Quota minima 200 Euro
IBAN IT52M0888302401CC0160090000

Associazione degli Artigiani 
Quota minima 200 Euro
IBAN IT80G0888302401CC0160030000


Associazione dei Tifosi 
Quota minima 100 Euro 
IBAN IT20F0888302401CC0160020000

 

 

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Fri, 03 Dec 2010 00:01:00 -0800 Confessioni di uno sbirro http://blog.jakelm.it/confessioni-di-uno-sbirro http://blog.jakelm.it/confessioni-di-uno-sbirro

(preso dall'articolo di Daniele Lo Monaco sul numero di "rivista romanista" di dicembre 2010)

La segnalazione ci è stata fatta pervenire in forma strettamente confidenziale. La lettera, partendo da alcuni complimenti per le modalità con cui la nostra attività giornalistica veniva svolta, toccava poi alcuni punti interessanti per le tematiche da sempre affrontate da Rivista Romanista e si concludeva più o meno così: “Comprendo benissimo in quale situazione di abbrutimento culturale e di principi si trovi il nostro Paese e sono peraltro consapevole di quanto sia arduo per i cittadini per bene rischiare in prima persona per provare a cambiare qualcosa. Lei certamente ha questo coraggio e lo dimostra nei suoi articoli. Per comprensibili motivi, non desidero chiarire in questa sede tutte le questioni di cui vorrei parlarle, ma lo farò sicuramente se riterrà di volermi incontrare personalmente”. Così, qualche giorno dopo, il vostro cronista ha ritenuto opportuno incontrare l’autore della missiva, dopo essersi accertato della sua identità e del suo ruolo assolutamente non marginale nell’attività di ordine pubblico con decennale esperienza di comandi allo stadio Olimpico di Roma.

(continua ...)

Di fronte, nel tavolino del bar scelto per l’incontro, siede un signore di mezza età, graduato della Polizia di Stato, pronto ad aprire il sacco dei suoi segreti, con una sola inevitabile garanzia: l’anonimato. “Se denunciassi tutto con il mio nome e il mio cognome, farei un servizio migliore alla società civile, ma sarei chiamato a render conto di tutti i reati a cui ho assistito negli anni e che per omertà, per non mettere nei guai dei colleghi, non ho denunciato. Il senso del mio incontro con lei oggi, invece, dovrebbe servire unicamente da monito per il prossimo futuro. A Roma è stato da poco nominato questore il dottorTagliente, la mia speranza è che lui sappia dare una svolta all’attività della sicurezza e dell’ordine pubblico allo stadio Olimpico. C’è molto da lavorare”.
Perché ci ha chiamato? 
“Perché sono convinto che un buon poliziotto debba svolgere la sua attività tenendo sempre ben presenti i diritti e il rispetto di ogni cittadino. Purtroppo questo non accade più”.
Da parte dei poliziotti?
“No, principalmente di chi li guida”.
Può spiegarsi meglio?
“Sul vostro giornale avete già trattato il caso Gugliotta. A che cosa crede sia dovuto?”.
Beh, nervi scoperti, impreparazione fisica, tecnica e psicologica, rambismo, abuso di potere. O no?
“Per me molto più semplicemente parliamo di gestione dell’ordine pubblico insensata. Prima magari si chiede ai poliziotti che vanno per strada di far finta di non vedere, di usare buon senso, di chiudere un occhio, poi all’improvviso, magari perché arriva una telefonata allarmata dall’alto, o perché i media fanno pressione, trasmetti l’ordine di arrestare comunque qualcuno da dare in pasto all’opinione pubblica. E puntualmente, pochi minuti dopo, ecco il teppista preso, picchiato e impacchettato. Peccato che sia stato un clamoroso errore”.
Vede molte responsabilità nel caso Gugliotta?
“Io non voglio accusare nessuno, se ci sono responsabilità saranno accertate e i responsabili perseguiti”.
Ritiene dunque che sia principalmente un problema di gestione?
“Il collega che si sente Rambo è una figura frequente nell’amministrazione, ma se il capo che lo comanda è persona equilibrata e corretta, il “Rambo” non potrà far troppi danni. Se invece lo scateni è finita… Se inviti a picchiare quello picchia. Se dici di non scrivere niente nei rapporti quello è stracontento di non scrivere niente”.
E di fronte a qualche deriva di questo tipo, un poliziotto onesto e corretto non potrebbe opporsi o farlo presente ai superiori?
“C’è un meccanismo tale nella strutturazione interna che il denunciante rischierebbe lui un procedimento disciplinare. Ho letto sulla sua rivista l’intervista a Michelangelo Fournier: quando lui parlò di macelleria messicana a Genova in pochi gliel’hanno perdonato nel corpo”.
C’è una parola precisa per tutto questo e si usa nel gergo mafioso: omertà.
“Il nostro sistema non è mafioso, ma il principio è identico. Ci sono pochissime tutele per chi volesse comportarsi secondo la legge”.
Ritiene che la gestione dell’Interno del Ministro Maroni incentivi queste derive?
“Guardi la riforma della smilitarizzazione della Polizia di Stato del 1981 era mossa proprio dal tentativo di riavvicinare la gente all’istituzione. Qui invece mi pare che si vada nella direzione opposta e evidentemente le responsabilità partono sempre dall’alto. Una polizia realmente trasparente non la vuole nessuno. Quel che è successo, ad esempio, con la ragazza marocchina nelle grazie del presidente del Consiglio, e con le varie telefonate da gabinetti e questure varie lo fa capire chiaramente”.
A suo giudizio, l’Arma dei Carabinieri in questo senso garantisce maggior senso civico?
“Il mio parere? Se la Ruby fosse stata fermata dai Carabinieri, di questa storia non si sarebbe mai saputo niente. I carabinieri sanno essere ancora più rigidi nel difendere i propri territori. L’unica certezza è che chi gestisce l’ordine pubblico in realtà cerca semplicemente di portare a termine il proprio compito senza troppi danni. Ma della sicurezza del cittadino non gli importa niente”.
Detta così è un’accusa gravissima. 
“È solo il mio pensiero. Nel calcio, ad esempio, le complicità sono diffuse ad ogni livello. Con le società, con i tifosi, con i politici. È un carrozzone che muove molte carriere”.
Ci faccia capire. Che tipo di complicità può esserci tra i gestori dell’ordine pubblico e le tifoserie?
“Mi pare evidente. Un questore dura al massimo un paio d’anni, poi sa di poter puntare alla poltrona di prefetto, in quel periodo deve solo far passare il tempo senza creare troppi danni”.
E quindi si impegnerà per far rispettare l’ordine secondo direttive comuni a tutti i questori.
“Il contrario. Lui deve fare bella figura e non combinare casini. Magari può essere conveniente stringere accordi con i capi ultras, se poi quando finisce la tregua il nuovo questore si trova situazione infuocate chissenefrega. Così finché comandi tu lasci che gli ultrà curino i loro business, a volte chiudi un occhio se qualcuno fa qualche cazzata, gli fai entrare lo striscione a patto che non vi siano insulti contro il Ministro degli Interni, sennò addio carriera, in sostanza riconosci un ruolo ai capitifosi, a volte proteggendo anche chi fa da tramite, come certi imbonitori radiofonici. Addirittura alcuni vengono foraggiati, tanto esistono i fondi per gli informatori che non necessitano di alcuna autorizzazione. Tutto finalizzato al quieto vivere”.
E le denunce che fioccano? E i daspo?
“Ma quelli sono per i pesci piccoli. Per i teppistelli che si fanno beccare come polli. Lo peschi col fumogeno e lo tieni fuori dagli stadi. Ma se un fumogeno lo prendi a un protetto, allora chiudi un occhio, e il sequestro è contro ignoti”.
La legge sugli stadi, insomma, non funziona.
“Fa ridere. Secondo lei uno steward può assumere le funzioni di pubblico ufficiale? Per trenta euro lorde un ragazzotto mandato a svolgere questa funzione in uno stadio secondo lei si mette a perquisire o a far accomodare fuori dai cancelli chi si comporta male? Senza alcuna tutela che hanno i veri pubblici ufficiali? E quindi col rischio che quello che magari hai fatto arrestare ti venga a prendere sotto casa il giorno dopo? Follia pura. Semmai dovrebbero fare come a Milano: lì le i club pagano società private che garantiscono professionalità perfettamente addestrate. Ma allora bisogna pagarli profumatamente. Qui da noi gli si danno quattro soldi. Noi ne abbiamo arrestato uno una volta che ha difeso un sospetto ostacolando l’inseguimento dei poliziotti… Per non dire di quando tra gli steward abbiamo riconosciuto a volte anche personale della Protezione Civile. Ma chi li pagava quelli? Misteri italiani”.
Con le società che compromessi si fanno?
“Le società hanno tutto l’interesse a mantenersi certi rapporti. Così regalano ogni volta centinaia e centinaia di ingressi per ogni partita. Senza considerare le tessere non nominative delle forze dell’ordine che dovrebbero essere accompagnate dal tesserino di riconoscimento e invece servono a far entrare quasi sempre gli amici degli amici”.
Nessuno controlla?
“Quando mai? C’è addirittura un dirigente del commissariato che sta allo stadio ed è costretto a star lì solo per garantire l’ingresso di chi non avrebbe alcun titolo per entrare. In sostanza, si entra allo stadio o con i biglietti omaggio elargiti dalle società, o con i tesserini o senza alcun controllo. In totale, diverse centinaia di ingressi. Tra cui ristoratori, macellai, giornalai, parenti, amici, conoscenti, questuanti, portaborse e via degenerando, tutti amici degli amici. Quando Roma e Lazio vanno bene in campionato sono dolori, le richieste aumentano”.
E dove siedono?
“Ovunque. Non ha mai visto bambini nel settore Autorità, quello destinato, per l’appunto, solo alle autorità? E poi in Tribuna d’onore, in Monte Mario e ovviamente sulle scalette. Si chiede perché le scale delle nostre tribune sono sempre occupate?”.
In Inghilterra sono sempre sgombre…
“Lì la prassi del “Mi fai entrare?” è sconosciuta. È una questione culturale. Da noi il biglietto omaggio è un must. Chi ne beneficia spesso se ne potrebbe permettere decine a pagamento. Ma è molto trendy scroccarlo. E non parliamo dei concerti…”.
Che interesse avrebbero le società di calcio a rinunciare a tanti ingressi a pagamento?
“Intanto i rapporti personali con le istituzioni che poi sanno essere riconoscenti. E poi quando bisogna prendere le decisioni sull’ordine pubblico le società molto spesso hanno delle richieste che poi vengono esaudite, magari sull’orario di inizio. Potere per il potere. Ho visto con i miei occhi dirigenti e politici umiliarsi per avere una maglietta firmata di un giocatore. Alcuni hanno persino accesso al campo”.
Mi viene in mente l’ultima giornata di tre campionati fa, quando la Roma si giocò lo scudetto a Catania e il Catania si giocava la salvezza. Sul campo c’erano centinaia di persone, capi ultras gestivano la sicurezza in curva, i romanisti in campo furono minacciati di morte: dall’inchiesta non uscì niente, il Catania fu multato dopo una rapida inchiesta federale per 15000 euro.
“Perfetta triangolazione di rapporti società, tifosi, istituzioni…”.
Torniamo ai compromessi. Quali sono quelli che riguardano i politici?
“La carriera è interesse di tutti. E si sa che in questo campo le protezioni politiche per fare passi avanti sono fondamentali”.
Possibile che nessuno fa mai carriera per bravura?
“Diciamo in casi molto limitati”.
Anche i mezzi sono sempre più limitati. Una recente inchiesta giornalistica ha svelato che…
“È la nostra triste realtà”.
E la tessera del tifoso?
“Un palliativo buono per gli istituti di credito che è servito solo a mascherare il flop del decreto sugli stadi. Tutti gli esperti di ordine pubblico sanno che è solo una presa in giro”. 
Ma Maroni sbandiera il calo degli incidenti.
“Sì, certo, tanto ormai allo stadio non va più nessuno”.
Dal provvedimento della tessera non si torna indietro?
“Finché ci sarà Maroni al ministero no. Si è speso troppo per questo provvedimento. Lei saprà che tutte le società erano contrarie alla tessera, ma sono state sostanzialmente costrette a piegarsi, pena l’agibilità degli stadi”.
Ma l’Olimpico ora è a norma”.
“Ovviamente no. Ma a forza di deroghe si continua a chiudere un occhio”.
Le telecamere che vengono monitorate nella grande sala controllo sopra la Monte Mario coprono bene tutti gli spalti?
“Non proprio ovunque, ma già è un bel passo avanti. Il fatto è che certi servizi sono davvero costosi. Anche il posto di Polizia all’Olimpico è inadeguato. È piccolo, stretto, doveva essere ampliato da tempo, ma poi si sa come vanno queste cose”.
Ci sono celle di sicurezza?
“Due, ma non sono omologate come tali, diciamo che servono per un primo intervento. E se dentro ci stanno quattro-cinque tifosi viene pure a mancare l’aria, non c’è neanche una finestra”.
Torniamo a Roma. Il derby è andato bene.
“Si vede che il questore ha fatto le cose per bene, non consentendo ai tifosi a rischio di poter accedere alla Tribuna Tevere e l‘orario pomeridiano ha favorito la tranquillità. L’anno scorso i presidenti avevano preteso di vendere i biglietti della Tevere”.
È stato un successo del nuovo questore?
“Si vede che ci teneva a dare un segnale forte, anche con l’operatività del daspo immediato. Ne sono stati conferiti nove”.
Alla vigilia sul Messaggero erano uscite notizie riguardo un’informativa giunta alla Digos, su possibili regolamenti di conti interni alla Curva Nord con complicità della tifoseria napoletana.
“Diciamo che sono cose che prima di un derby escono spesso, così se poi gli incidenti accadono si può dire che era stato lanciato l’allarme e se non accadono significa che ha funzionato l’opera di prevenzione”.
Sembra come quei rinvenimenti di armi nei giardini intorno allo stadio o dentro le macchine parcheggiate la notte prima di un big-match.
“Se avvengono dentro le macchine non può esserci dubbio, la macchina a qualcuno deve appartenere, non si scherza su certi dettagli. Se invece il ritrovamento è all’interno di un sacco… qualche dubbio sulla reale provenienza del materiale è lecito…”.
Ma insomma se si volesse mantenere un po’ di ottimismo per il futuro questa intervista non concede molte chances.
“Io spero nel nuovo questore. Ma finché chi si comporta male continua ad avere la certezza che sia intoccabile non si può essere ottimisti”.
Si riferisce a quello che è successo con Gabriele Sandri?
“Quella è stata una brutta storia oltretutto gestita malissimo. Mi pare evidente che il collega non abbia sparato per ammazzare, ma il suo errore è stato grave e i tentativi di copertuna successivi hanno aggravato la condizione dolorosa. Se posso permettermi una valutazione personale, le dico anche che capisco poco il desiderio di vendetta così forte. Non dei parenti, non mi permetterei mai. Ma dei tifosi di tutta Italia. Così non si risolve niente”.
Quanto guadagna un poliziotto?
“Una miseria. Se va bene e fai un po’ di straordinari arrivi ai 1500 euro. Poi ci si stupisce del tasso di suicidio così alto. È anche provato che il turno in quinta crea scompensi fisiologici”.
Che cos’è il turno in quinta?
“I nostri turni sono fatti così: si lavora dalle 19-24, poi il giorno dopo dalle 13 alle 19, poi il giorno dopo dalle 7 alle 13 e poi da mezzanotte alle 7. Si chiama turno in quinta. E determina disequilibri”.
La bella realtà che si vede in fiction tipo “Distretto di polizia” è pura finzione?
“Io vedo solo continue mortificazioni, mogli incazzate, figli che non si vedono mai e turni sempre più lunghi di straordinari per poter incassare qualche euro in più”.
Un’ultima curiosità. La sera dell’assalto alle caserme la ricorda? Che idea se n’è fatta?
“Ricordo bene tutto e non mi abbandona un’idea: che quella sera si è trattato di un attacco premeditato e organizzato politicamente. C’erano gruppi troppo omogenei abilissimi nella guerriglia urbana, con tecniche vere, pronti a gestire situazioni pesantissime, che ad un certo punto sono spariti simultaneamente. E quando noi chiamavano ai piani alti per sapere qualcosa nessuno si faceva trovare al telefono. E i nostri capi che non arrivavano. Troppo strano, tutto troppo strano”.
Ma qualcuno è stato arrestato.
“Qualcuno che è rimasto col cerino in mano. Magari senza capire troppo bene in che cosa era stato coinvolto…”.

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Thu, 28 Oct 2010 02:10:00 -0700 Il disastro della Tessera Botte nella curva «aperta a tutti» - Corriere di Bologna http://blog.jakelm.it/il-disastro-della-tessera-botte-nella-curva-a http://blog.jakelm.it/il-disastro-della-tessera-botte-nella-curva-a

durante bologna-juve di domenica

Il disastro della Tessera
Botte nella curva «aperta a tutti»

Tifosi rossoblù aggrediti da ultras juventini (senza tessera) in curva San Luca: «Ci hanno picchiato mentre gli steward scappavano». Nel settore sorvegliato solo tifosi «normali». Il Bologna si fa sentire

I tifosi juventini in curva San Luca

I tifosi juventini in curva San Luca

Il Bologna è uscito indenne dalla sfida contro la Juve, ma non alcuni suoi tifosi. Diversi supporter rossoblù — non ultras ma semplici appassionati — sono stati malmenati in curva San Luca dai tifosi bianconeri poco prima dell’inizio della gara, mentre le squadre entravano in campo.

GLI SCONTRI - Scontri non violentissimi, anche se qualcuno è dovuto ricorrere alle cure dei medici, ma che hanno coinvolto una trentina di persone. Tafferugli figli della tessera del tifoso. Sì, perchè mentre gli juventini possessori della fatidica tessera erano entrati nel settore blindato riservato agli ospiti, quelli senza tessera e appartenenti alle frange più violente della tifoseria bianconera (Drughi, Viking, eccetera) si sono posizionati nello spicchio di San Luca dove solitamente vanno, indisturbati, i bolognesi. Domenica invece, con la solita e preannunciata «invasione» di bianconeri romagnoli, la San Luca era tutta juventina. Tranne quei trenta bolognesi che sono stati incautamente fatti entrare lì dagli steward.

I RACCONTI - Diversi i racconti raccolti in queste ore dalle radio e dalle tv locali (Punto Radio, Casa Cotti) e giunti anche a club rossoblù. «Ci siamo presentati regolarmente all’ingresso della curva San Luca, con il biglietto nominale in quel settore. Eravamo in tutto una decina di persone — racconta un tifoso — ma non un gruppo che si recava assieme allo stadio. Ci hanno perquisito, e ci hanno fatto entrare. Una volta dentro, abbiamo subito capito che la parte di curva a noi riservata era occupata da moltissimi tifosi della Juve. Solo quando oramai eravamo sui gradoni ci siamo resi conto che non si trattava dei tifosi "normali". (...) In poco tempo ci siamo trovati addosso queste persone e sono volati calci e schiaffi, con noi c’era se non sbaglio anche un papà con suo figlio. Qualcuno è rimasto contuso. Chiaramente non siamo rimasti sorpresi da questo, nella legge ultrà non si entra in una curva rivale con le sciarpe della propria squadra, il problema è che non sapevamo che lì c’erano gli ultras juventini. (...) Perché allora gli steward ci hanno fatti entrare?». Fra l’altro poco prima il gruppo Contro Tendenza, solitamente in San Luca, era stato invitato dagli steward ad andare (cosa avvenuta) nella curva Bulgarelli. «Noi eravamo una decina e già al primo controllo ci sono i primi problemi — racconta un altro tifoso — Ci sequestrano delle ridicole bandierine per via dei colori, rosso e blu, ma non le sciarpe. Poi, vedendo la presenza di ultras bianconeri, a disagio ci spostiamo vicino ai distinti dove siamo stati "rincorsi" dagli juventini che ci volevano menare. Scappavano anche gli steward (infatti è entrata in azione la polizia, ndr). Un tizio a volto coperto mi si è attaccato al collo con altri due che gli davano una mano: mi hanno rotto cellulare, occhiali, strappato il cappuccio della giacca e ho preso un pugno di striscio. Intanto c’erano altri accerchiamenti... Perché non è stata garantita la nostra sicurezza?». «Queste purtroppo sono le conseguenze negative della Tessera del tifoso. Dispiace — dice Pier Giovanni Ricci, direttore gestionale del Bologna — per quanto successo, ma non incolperei più di tanto gli steward che fanno davvero quello che possono. Stiamo sperimentando la Tessera del tifoso e per ora ci sono solo dei "contro" e non dei "pro". Anche stamani abbiamo fatto una riunione in Questura per capire come e dove migliorare, anche per evitare situazione imbarazzanti come quella di domenica. Noi facciamo di tutto per garantire la sicurezza. Gestire situazioni così, che potrebbero verificarsi di nuovo quando arrivano squadre con molti tifosi, è difficile. Per questo insieme ad altre società, che lamentano gli stessi problemi, auspichiamo quanto prima un incontro con tutti». Per mettere a posto le cose, certo. Eppure proprio ieri Maroni ha detto che la Tessera del tifoso è un successo: ci sono meno incidenti e più spettatori. «Non so. Io dico: meno politica, più operatività».

Fernando Pellerano
27 ottobre 2010

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Wed, 29 Sep 2010 02:16:00 -0700 Da il Fatto Quotidiano: Tessera del tifoso, grande spot commerciale. E ora indaga anche il Garante della Privacy http://blog.jakelm.it/da-il-fatto-quotidiano-tessera-del-tifoso-gra http://blog.jakelm.it/da-il-fatto-quotidiano-tessera-del-tifoso-gra

29 settembre 2010

Tessera del tifoso, grande spot commerciale. E ora indaga anche il Garante della Privacy

 

Finalmente qualcosa si muove. Su segnalazione di alcuni cittadini e un’associazione di consumatori, il Garante per la Privacy ha aperto un’istruttoria sulla tessera del tifoso. Entro un mese è atteso l’esito. Tre i punti particolarmente controversi: il trattamento dei dati personali, l’utilizzo della tecnologia inserita nel microchip, nonché la liceità dell’obbligo di acquisto di una carta prepagata per ottenere la tessera del tifoso.
A insospettire i tifosi era stata la modulistica di richiesta. Su cui non era chiaro a chi andassero in mano i dati personali. Ma non solo.

Perché, nonostante il clamore suscitato dalla sua introduzione, in pochi ancora oggi hanno capito cosa sia la tessera del tifoso. La quale è a tutti gli effetti una carta prepagata. Che può essere utilizzata per comprare biglietti e l’abbonamento allo stadio, ma anche per acquistare qualunque altra cosa, proprio come ogni altra carta. E c’è di più: essa contiene anche un microchip di tecnologia RFID, attraverso il quale particolari macchinari sono in grado di rilevarne i dati a distanza, seppur breve. E inoltre, al contrario delle normali prepagate, contiene la foto del possessore. Tutto ciò già contrastava un primo parere espresso dal Garante per la Privacy nel giugno 2010, in cui si precisavano alcuni aspetti del trattamento dei dati personali nelle linee guida del ministero.
Ufficialmente, però, la tessera del tifoso venne introdotta per curare la piaga della violenza negli stadi. Eravamo, si badi bene alle date, a metà 2009. Già allora, come riporta l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, i reati da stadio erano in considerevole diminuzione: contando solo il numero di feriti, si è passati dai 1.219 della stagione 2003-2004 ai 361 di quella 2007-2008, con un’ulteriore diminuzione del 66% nel girone d’andata dello scorso anno. Ebbene, la tessera veniva spacciata come ulteriore elemento di sicurezza e prevenzione. Da una parte la squadra forniva una tessera di fedeltà al tifoso, dall’altra la Questura controllava che sul titolare non pendessero provvedimenti ostativi (un provvedimento di Daspo o una condanna passata in primo grado per reati da stadio, sentenza che di fatto sancisce una diffida a vita a frequentare qualunque stadio). Tale misura però, sebbene meno aspra, era già in vigore dal 2005, allorché le squadre furono costrette a trasmettere i dati dei propri abbonati alla Questura.
E allora che bisogno c’era della tessera del tifoso? A far diminuire la violenza? Be’, se si prendono in esame le prime giornate di questo campionato sembra proprio di no. E c’è un perché. La circolare ministeriale 555/2009 che introdusse la tessera del tifoso, infatti, si guardò bene dal renderla obbligatoria. Non solo non lo fece per le singole società, le quali avrebbero potuto benissimo non aderire all’intero progetto. Ma nemmeno per il singolo tifoso, il quale può a tutt’oggi andare al botteghino o in banca e ottenere così il suo diritto d’accesso allo stadio. Con due uniche preclusioni: l’abbonamento per l’intera stagione e i biglietti per le trasferte nel cosiddetto “settore ospiti”, ossia quella gabbia dove i tifosi in trasferta vengono assiepati come fossero mandrie.
Cosa è successo? Semplice, che chi non ha sottoscritto la tessera del tifoso (vuoi perché, è il caso di molti ultrà, la vede come una schedatura, vuoi perché, condannato per reati da stadio, non poteva farlo) è andato ugualmente in trasferta, ha comprato un biglietto per una tribuna che non fosse quella “ospiti”, e si è seduto in un settore normalmente frequentato dai tifosi di casa. Risultato: incidenti. A Brescia, due settimane fa, il più grave, con un tifoso della provincia di Ragusa finito in ospedale (in quella partita c’erano solo 26 tifosi del Palermo nella gabbia, tutti gli altri erano nelle varie tribune). Invece il 19 settembre, a Marassi, durante Sampdoria-Napoli, l’accensione di una torcia da parte dei tifosi partenopei ed il conseguente parapiglia in tribuna (la curva ospiti era semideserta) ha costretto steward e forze dell’ordine a fare cordone nel settore distinti. Mentre a Brindisi, già alla prima di campionato di Lega Pro, sette tifosi dell’Avellino che non si trovavano nel settore ospiti si sono azzuffati con quelli di casa. Per loro potrebbe scattare il Daspo. Nel caso, anche se volessero, niente prepagata.
D’altronde non ci voleva molto a capire che lo scopo della tessera del tifoso fosse eminentemente commerciale. Non a caso, dopo il lancio pubblicitario disastroso, con i gruppi ultrà che non ne volevano sapere di sottoscriverla e quelli dell’Atalanta, era il 26 agosto, che assaltavano la festa di Alzano Lombardo dove parlava il ministro dell’Interno Bobo Maroni, molte squadre sul loro sito l’hanno camuffata con nomi accattivanti, puntando tutto sulla fidelizzazione. Come è accaduto spesso in passato, il meccanismo ha fatto leva sull’amore per il calcio degli italiani, il quale, a fronte di una diminuzione delle presenze allo stadio (quest’anno in serie A mancano all’appello già 70.000 paganti), è in grande crescita, almeno stando a una recente indagine di Demos & Pi (fonte Repubblica). Detto fatto, finora sono 655mila le tessere del tifoso sottoscritte. Come dire, un ulteriore balzello per tanti appassionati (si consideri che la prepagata finisce in mano pure ai minori di 14 anni), ma anche fa un gran favore alle banche, guarda caso il soggetto che spesso emette le fideiussioni grazie alle quali le squadre ottengono l’iscrizione ai campionati.

 

Elena Filicori e Matteo Lunardini da il fatto quotidiano

 

 

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Sun, 22 Aug 2010 03:03:00 -0700 Flop tessera: solo 200 mila Curve semivuote e pericolose - Repubblica.it http://blog.jakelm.it/flop-tessera-solo-200-mila-curve-semivuote-e http://blog.jakelm.it/flop-tessera-solo-200-mila-curve-semivuote-e

Flop tessera: solo 200 mila
Curve semivuote e pericolose

Abbonati in calo del 18%. Secondo la Lega all'appello mancheranno 65-70 mila sostenitori "fissi". Guerre interne tra ultrà e gli episodi estivi: allarme al Viminale. "Il rischio sono i cani sciolti"

di FULVIO BIANCHI
Flop tessera: solo 200 mila  Curve semivuote e pericolose

Manifestazione contro la tessera del tifoso

FIRENZE  - Solo duecentomila tessere del tifoso, abbonamenti in calo in serie A del 18%: la stagione del pallone inizia con le curve semivuote e spaccate (pericolosamente) al loro interno. La tessera per ora è stato un mezzo flop: a Inter (50.000) e Milan (220.000: Galliani l'aveva spedita a casa a tutti i simpatizzanti rossoneri...) che già avevano aderito, ora si sono aggiunti tutti gli altri club con un totale però che non supera le 200.000 tessere. Lo scorso anno gli abbonati erano stati 340.000: ora, a campagne concluse, la Lega di A stima di perderne 65-70.000. Vero che c'è anche la concorrenza tv, con la guerra degli sconti fra Sky e Mediaset Premium che contribuisce a svuotare gli stadi, brutti e pericolosi: ma la tessera del tifoso, novità di quest'anno, è stata gestita male dai club, che l'hanno subita come un'imposizione del Viminale, e solo ultimamente, e non tutti, cercano di venire incontro ai loro tifosi. Saranno pronti quindi i "varchi dedicati" per il 28-30 agosto? E le agevolazioni dove sono? Solo qualche club si avventura (Inter per prima) nell'iniziativa degli abbonamenti a rate. "Ma le tessere non sono così poche - spiegano dalla Lega - e ci sono club come Roma e Genoa in pieno recupero".

Di sicuro molte curve saranno semivuote, e molti ritengono la card del tutto inutile "Bastava l'abbonamento con la foto". All'ottimismo della Confindustria del pallone, più preoccupata forse per il contratto collettivo, non corrisponde altrettanta fiducia da parte del Viminale. "Freddissima partecipazione, non è ancora passato il messaggio che la tessera del tifoso è un servizio e non una schedatura", è il segnale che arriva dal Ministero dell'Interno. Con la convinzione che i "legami fra alcuni club e gli ultrà non siano mai stati risolti". Ma il ministro Roberto Maroni ha voluto la tessera obbligatoria (per gli abbonamenti e per le trasferte nel settore ospiti) da questa stagione e allora si va avanti lo stesso, sapendo benissimo che questa sarà "un'annata laboratorio", quindi ad alto rischio. Presto sarà pronto anche il sistema informativo: si saprà così con certezza chi potrà mettere piede in uno stadio (circa 5000 tifosi, al momento, ne sono esclusi) mentre sta per nascere il "pool interforze" voluto da Antonio Manganelli, capo della polizia, per capire dove ci sono infiltrazioni criminali in curva.

Segnali di chiara preoccupazione. Chi non ha la tessera avrà grossi problemi soprattutto in trasferta (finendo magari mischiato con i tifosi avversari...) e il pericolo vero, spiegano dal Viminale, può arrivare soprattutto dai "cani sciolti", ora che molti capi ultrà hanno perso potere (e business). Ci sono curve spaccate fra loro, fra chi ha in tasca la tessera e chi, per convinzione o per ideologia, l'ha sempre rifiutata. "Ma noi siamo pronti", garantiscono dal Viminale. Non sarà comunque un'annata facile e i primi segnali, nelle amichevoli, lasciano poco tranquilli. Gli arbitri, assicura Marcello Nicchi, faranno comunque la loro parte: "Stroncando la violenza in campo, che porta ad altra violenza sugli spalti". Basterà? (21 agosto 2010)

 

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Tue, 17 Aug 2010 06:58:00 -0700 Litfiba dal palco attaccano Dell'Utri L'assessore: "Mai più in Sicilia" - Palermo - Repubblica.it http://blog.jakelm.it/litfiba-dal-palco-attaccano-dellutri-lassesso http://blog.jakelm.it/litfiba-dal-palco-attaccano-dellutri-lassesso

Litfiba dal palco attaccano Dell'Utri
L'assessore: "Mai più in Sicilia"

L'esponente del Pdl Eusebio Dalì non ha gradito l'esibizione della band a Campofelice di Roccella: "Pelù ha lanciato invettive contro il premier" accusando lui e i suoi stretti collaboratori di "collusione con la mafia"

di RITA CELI
 

 

 

BENVENUTI nello Stato libero di Litfiba. Il Reunion Tour della band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli è arrivato alle ultime battute (stasera l'ultima data a Catanzaro) facendo la gioia di vecchi e nuovi fan che hanno affollato i loro concerti, felici di riascoltare dal vivo il repertorio "d'altri tempi" dei rockers toscani. Una tournée estiva potente e provocatoria che ha girato l'Italia su un palco senza scenografie o effetti speciali, che ha sprigionato energia ed entusiasmo puntando su pezzi storici come Proibito, Paname, Bambino, Tex, Cuore di vetro, Ci sei solo tu, Lacio drom, Cangaceiro, Maudit, Ritmo #2, Sparami, Lulù e Marlene, oltre alle recenti Sole nero e Barcollo.

(continua ....click qui sotto per legger tutto)

Tutti contenti e soddisfatti, come dimostrano i video "rubati" e i commenti apparsi su Youtube. Tutti tranne uno. "I Litfiba hanno offeso l'intelligenza dei giovani siciliani, almeno di quelli, e sono proprio tanti, che sanno ascoltare buona musica senza farsi fuorviare da squallidi messaggi populisti e demagogici. Parafrasando una loro canzone, li invito a non alimentare quell'ignoranza che uccide più della fame". Sono parole dell'assessore alla Cultura e alle politiche giovanili della Provincia di Palermo, Eusebio Dalì, 34 anni, esponente del Pdl-Sicilia di Micciché, che non ha gradito l'esibizione della band nell'unica data siciliana, lo scorso 13 agosto, a Campofelice di Roccella (Palermo). L'assessore, che era tra il pubblico, accusa in particolare Pelù di aver "lanciato delle invettive contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusando lui e i suoi più stretti collaboratori di collusione con la mafia, denigrando il popolo siciliano".

LE PAROLE DI PIERO PELU'

Dalì fa riferimento ad alcuni dei momenti più acclamati della serata, come dimostrano i video già apparsi su internet. Come in apertura di ogni loro concerto, i Litfiba hanno salutato il popolo del rock con una serie di dediche, accolte ogni volta con urla e applausi. A Campofelice Pelù ha iniziato salutando il "popolo di Trinacria" dando poi il benvenuto al concerto "per gli spiriti liberi, a chi crede che Dell'Utri ci ha rotto il c..., giusto per mettere in chiaro subito le cose". Ha poi proseguito "per chi è contro i mezzi di distrazione di massa" concludendo con "benvenuti nello stato libero di Litfiba" per lasciare spazio alla musica con Proibito. Poi, durante la serata, mentre sul palco sfilava una finta bara con la scritta "Gelli", Pelù ha "commemorato" la "morte della P2": "Partecipano al suo dolore la mafia siciliana, la 'ndrangheta calabrese, la camorra napoletana, il vostro conterraneo Marcello Dell'Utri, e naturalmente papi-Silvio Berlusconi. La P2 è morta. Viva la P3!" ha detto Pelù .

I fan siciliani hanno già messo online brani e spezzoni del concerto, comprese le frasi "incriminate" (ma riferimenti simili sono presenti anche in altri video tratti dalle altre date del tour), commentando con entusiasmo la performance dei Litfiba senza alcun riferimento ai contenuti. Diversa la reazione dell'assessore Dalì che ha affidato alle agenzie di stampa la sua delusione. "Renzulli e Pelù - scrive Dalì - sono venuti in Sicilia a fare propaganda politica, con la tipica presunzione di chi crede di essere depositario di verità assolute e per questo poter inveire contro tutto e tutti, senza alcun freno inibitorio. L'essere acclamati ogni volta che si apre bocca non giustifica gli eccessi verbali violenti che creano odio e divisioni. A Campofelice di Roccella io c'ero e non mi sembrava di stare a un concerto, bensì a un processo di piazza sommario, a un pubblico linciaggio: è stato sconcertante assistere ai reiterati strali di Pelù, sconfortante vedere tanti giovani lasciarsi passivamente inglobare in una cultura dell'anti, senza senso e senza costrutto".

La rabbia è tanta e l'assessore non si limita a criticare ma chiede che gruppi come i Litfiba non si esibiscano più nell'isola. "Invito l'incolpevole sindaco Vasta - scrive ancora Dalì, facendo riferimento al Comune di Campofelice che ha patrocinato la serata - e tutti i primi cittadini della Sicilia a non ospitare più artisti che hanno come unico scopo il pontificare, predicare e fare lotta politica, servendosi di quella potentissima arma che è la musica e la sua capacità di penetrare le giovani sensibilità, di formarle o di plagiarle a seconda dei casi". Infine, conclude rivolgendosi ai Litfiba invitandoli "a chiedere scusa alla Sicilia, ai siciliani che sono per la stragrande maggioranza persone oneste e libere, a fare solo e semplicemente musica, lasciando stare la volgare propaganda, che tocca temi e concetti che di fatto disconoscono".

BLOG Caro Pelù, se attacchi Dell'Utri non canti più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tue, 10 Aug 2010 23:24:05 -0700 Fulmini in slow motion a 9000 fotogrammi al secondo ! http://blog.jakelm.it/fulmini-in-slow-motion-a-9000-fotogrammi-al-s http://blog.jakelm.it/fulmini-in-slow-motion-a-9000-fotogrammi-al-s

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Mon, 09 Aug 2010 06:54:00 -0700 Controllate se il vostro router Wifi sia stato mappato da Google e Skyhook (mac-address locate!) http://blog.jakelm.it/controllate-se-il-vostro-router-wifi-sia-stat http://blog.jakelm.it/controllate-se-il-vostro-router-wifi-sia-stat

Non è una cosa nuovissima ma ho trovato questa bella paginetta scritta da Samy Kamkar (noto "Hacker"..) che tra le altre cose permette di fare un interrogazione ai database di skyhook per vedere se il nostro router wifi sia stato "mappato" :

http://samy.pl/mapxss/ 

... ho fatto qualche test con il mio access point e quello di qualche amico e boom ...funziona !  Lasciando stare la prima parte della pagina (in cui Samy spiega cose correlate) provate nel form di fianco al pulsante search MAC ad inserire il mac-address del vostro access-point wifi e vedete se è stato "catalogato" ... se c'è compare la mappa di google maps con la posizione !! Ovviamente il mac-address relativo alla parte wireless del vostro router ...non quello dell'interfaccia ethernet wan o lan che sia ;)

La storia è questa (in soldoni): sia skyhook che google (per streetview) hanno girato per anni con delle macchine nelle vie di città e paesi registrando i mac address di ogni rete wireless che incontravano registrandone la posizione su una mappa; questo è possibile grazie al fatto che anche se uno ha una rete wifi criptata, nascosta e protetta il mac gira sempre in chiaro (nel beacon del pacchetto) . Tra l'altro questo database di mac e posizione è usato anche da iPad e iPhone in assenza di segnale o ricevitore GPS ;)

Qua trovate la zona di copertura dell'area mappa da skyhook .... impressionante : skyhook coverage 

Nell'articolo Samy poi si sofferma sul fatto che con alcuni router che soffrono di un bug attraverso del codice messo in una pagina web si possa far spedire, da chi visita quella pagina, il mac-address del router stesso (che a livello di rete ha valore locale e non viene mai conosciuto da un server remoto non nella stessa LAN) utilizzandolo poi per interrogare database simili e quindi potendo localizzare con precisione l'utente remoto che sta visitando quel sito (non male eh ...alla faccia della privacy..).

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Wed, 04 Aug 2010 02:32:15 -0700 Power Balance Bracelets la prova che dimostra che i polli esistono http://blog.jakelm.it/power-balance-bracelets-la-prova-che-dimostra http://blog.jakelm.it/power-balance-bracelets-la-prova-che-dimostra

Al di là del fatto scientifico che una materia inerte senza fonte di energia non può emetter onde o radiazioni di quel tipo la cosa su cui casca l'asino è la classica prova che gli fanno fare e per cui si fanno convincere (tralasciando quelli che ci cascano a priori..)... a me hanno raccontato: "guarda io nn ci credevo ma mi hanno fare una prova di equilibrio spingendomi così e così con e senza il braccialetto e quando ce l'avevo nn ho perso l'equilibrio !"
E bravo pollo dico io ... siete in 2 a fare l'esperimento che viene invalidato dal fatto che il tizio che spinge, anche se in buona fede (che se poi te li vuole vendere non lo è) condiziona il risultato anche inconsciamente!! Senza tralasciare che la secondo volta che vieni spinto (quando hai indosso il braccialetto) il fisico sa cosa aspettarsi per cui reagisce meglio .
La prova del 9 l'hanno fatta usando dei braccialetti "veri" e altri "finti" ... senza dire a nessuno dei 2 (nè quello spinto nè quello che spingeva) quali erano quelli buoni ...e boom il risultato è stato completamente casuale ...vedere il video !
Non per far marcia indietro ma potrebbe anche funzionare e darti dei "poteri" di equilibrio e forza ... ma non per il motivo che credono "loro" ma per l'effetto placebo !
Che invece è una cosa assodata in medicina...se uno è convinto che assumendo una cosa abbia determinati effetti ...beh probabile che si manifestino anche se è un placebo .... quindi sotto sotto funziona dai ;))

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Thu, 22 Jul 2010 08:57:00 -0700 La tessera del tifoso è illegale! (articolo di Liberal ) http://blog.jakelm.it/la-tessera-del-tifoso-e-illegale-articolo-di http://blog.jakelm.it/la-tessera-del-tifoso-e-illegale-articolo-di

tessera_tifoso_illegae_da_liberal_21-luglio-2010.pdf Download this file

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Tue, 13 Jul 2010 03:53:00 -0700 Per tutti quelli che continuano a citare a caso "il modello inglese"... leggete http://blog.jakelm.it/per-tutti-quelli-che-continuano-a-citare-a-ca http://blog.jakelm.it/per-tutti-quelli-che-continuano-a-citare-a-ca

Stadi e scontri tra tifosi: il modello di calcio inglese senza veli

 

Quando si parla di violenza negli stadi è ormai di moda da qualche anno indicare come soluzione a questo problema l’attuazione del tanto decantato modello inglese. Molti se ne riempono la bocca senza sapere minimamente di cosa si tratti e come funzioni. La realtà, circa la gestione dell’ordine pubblico in Terra d’Albione, è molto diversa ed assai più complicata di quanto si vuole far credere. Tuttavia nel paese di Sua Maestà non esistono norme cervellotiche ed in molti caso inutili come quelle presenti nella nostra gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni sportive.

Non si è mai pensato ad esempio ad introdurre il biglietto nominativo ne’ tantomeno la Tessera del Tifoso. O meglio, Margaret Tatcher provò a realizzare qualcosa di simile ma venne subito bloccata dal suo esecutivo che giudicò questa idea completamente anti-democratica e limitativa.

(continua...)

Per saperne di più abbiamo intervistato una coppia di ragazzi inglesi che ormai da qualche anno vive in Italia e frequenta costantemente gli stadi italiani. Si tratta di Vanda Wilcox, una professoressa di storia all’università americana di Roma “John Cabot”, e Terence Daley un giornalista inglese che in passato ha lavorato anche nell’ufficio stampa del Chelsea F.C.

Da quanto tempo seguite il calcio italiano e come è cambiata la gestione dell’ordine pubblico durante le partite di calcio in questi ultimi anni ed in particolar modo dalla morte dell’Ispettore Raciti?

VANDA: La prima volta che ho assistito ad una partita in Italia era durante la stagione 2002-3, ricordo che comprai il biglietto direttamente al botteghini dello Stadio Olimpico un’ora prima della partita. Invece è da febbraio 2006 che vivo a Roma e sono abbonata da 4 anni. Dopo la morte dell’Ispettore Raciti ci sono stati parecchi cambiamenti(ma già dopo il Decreto Pisanu alcune cose era mutate). Devo dire comunque che non mi sento più sicura, forse l’unico vero miglioramento è stato quello di evitare (nella maggior parte dei casi) l’utilizzo della polizia all’interno degli stadi.

Fino ad oggi quali sono state le cose più brutte che avete visto frequentando uno stadio italiano?

VANDA: La gestione dei tifosi ed il modo in cui si entra ed esce dallo stadio: è pericolossimo, a mio avviso. Sopratutto per i tifosi ospiti – mi ricordo il ritorno della finale di Coppa Italia a San Siro nel 2006, ho avuto davvero molta paura: migliaia di romanisti su un’unica scala oltretutto chiusa, intrappolati in un settore troppo piccolo, con enormi spazi vuoti accanto e la polizia che ci vietava di occuparli… Per quanto riguarda la violenza, la cosa chepiù mi ha scandalizzato è stato il comportamento da parte forze dell’ordine contro i tifosi dello Manchester United nel 2007 all’ Olimpico quando famiglie, ragazze e giovani vennero picchiati indiscriminatamente.

TERENCE: Parlando solo per me stesso, direi i problemi di organizzazione fuori allo stadio di Verona, prima dell’incontro tra Chievo e Roma di quest’ultima stagione. La società, la città e tutto il resto d’italia sapevano che almeno 20.000 romanisti sarebbero giunti nella città scaligera ma quando mancava circa un’ora e mezzo al fischio d’inizio c’erano ancora migliaia di tifosi all’esterno in attesa di entrare attraverso due piccoli cancelli. Il numero di forze dell’ordine era cospicuo, ma non c’era nessuno a regolamentare il flusso di tifosi tanto che ad un tratto io e la mia ragazza siamo stati schiacciati addosso ad una barriera che era impossibile vedere. La cosa che più mi ha dato fastidio è stato il fatto che tra di noi c’erano famiglie e bambini: la tragedia di Hillsborough è successa pressapoco in questa maniera. E’ stato scandaloso.

Cosa vuol dire “modello inglese”?

VANDA: Modello inglese vuol dire tante cose: prezzi alle stelle per allontanare dagli stadi i giovani e la classe operaia, ormai solo famiglie benestanti possono permettersi il lusso di assistere alle partite della Premier League. Vuol dire anche telecamere, stewards, certezza della pena, e diffide – ma altresì un modello di gestire l’ordine pubblico basato su dialogo, convivenza e voglia di distinguere atti gravi di violenza e cose che invece non sono importanti e che vanno gestite con tranquillità anziché con la repressione

TERENCE: Dipende. Per la Federazione calcistica vuol dire stadi sicuri e sempre pieni, senza violenza, dove i biglietti hanno prezzi stellari e dove non ci sono gli ultras. Ma gli stadi sono pieni e senza violenza perchè la Football Association, la Premier League, la poliza e il governo ora organizzano meglio la gestione dell’ordine pubblico rispetto agli anni ’80 e dopo Hillsborough hanno realizzato che i tifosi, anche quelli che cantano e vanno in trasferta, non sono animali. Tuttavia il nostro calcio è tutto fuochè perfetto: Società come Southampton, Notts County, Portsmouth ecc falliscono regolarmente ogni stagione, ci sono ancora scontri fuori dagli stadi e per la maggior parte delle partite non c’è un ambiente – se non quello tetro e silenzioso. Basti pensare che il biglietto più economico a Stamford Bridge costa £50 – biglietti così esosi sono impossibili da proporre in Italia, ma a loro (le istituzioni e chi governa il calcio italiano) piace pensare che ciò sia attuabile e che riusciranno quindi trapiantare il nostro ‘modello’ in un altro paese. Tuttavia non ci riusciranno mai.

Quale sono le differenze in negativo ed in positivo tra il “modello inglese” ed il “modello italiano”?

VANDA: Ce ne sono tante. Mi limito a sottilineare quella che ritengo fondamentale: in Inghilterra le diffide vengono applicate da un giudice che valuta le prove presentate dalla polizia, mentre l’interessato ha il diritto a difendersi dalle accuse.

TERENCE: Secondo me non è un questione di ‘modelli’ ma bensì di cultura, che varia da paese a paese. Il modello inglese è impossibile da attuare in Italia, tanto che per me è quasi inutile parlarne. Negli stadi italiani è bello vedere giovani ed anche donne che tifano la loro squadra, mi piace seguire l’incontro in piedi e cantare e lo stadio mi sembra ancora una comunità. Ok, ci sono problemi con gli scontri ed il razzismo ma questi sono problemi della società in generale.

All’ inizio di questa stagione ci sono stati violenti incidenti nella partita di FA Cup tra West Ham e Millwall che hanno portato anche alla morte di un tifoso. Perchè nessuno ne ha parlato?

VANDA: Forse anche questo è il modello inglese – il calcio di alto livello in Inghilterra è  soprattutto business e quindi si cerca evita oculatamente di parlare delle cose che non vanno.. I media non vogliono infangare lo sport perchè sanno bene che sono in tanti a lucrarci sopra.

Simone Meloni

 

 

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Wed, 07 Jul 2010 11:49:18 -0700 SERGIO PORCEDDA parte della conferenza stampa del nuovo presidente del Bologna FC 1909 http://blog.jakelm.it/sergio-porcedda-parte-della-conferenza-stampa http://blog.jakelm.it/sergio-porcedda-parte-della-conferenza-stampa

Solo una nota: la tessera del tifoso non è una legge come dice Porcedda, le società non sono obbligate a renderla indispensabile per abbonarsi.

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Tue, 06 Jul 2010 13:11:44 -0700 Understanding iOS 4 Backgrounding and Delegate Messaging @ Dr. Touch http://blog.jakelm.it/understanding-ios-4-backgrounding-and-delegat-0 http://blog.jakelm.it/understanding-ios-4-backgrounding-and-delegat-0
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Mon, 05 Jul 2010 01:32:00 -0700 iTunes Store cracckato...quando il cacciatore mi aizza la bufala. http://blog.jakelm.it/itunes-store-cracckatoquando-il-cacciatore-mi http://blog.jakelm.it/itunes-store-cracckatoquando-il-cacciatore-mi

Terrorismo disinformatico sulla vicenda degli account iTunes Store hackerati; persino il mitico Paolo Attivissimo (che seguo e stimo) ci casca, salvo poi aggiornare l'articolo con un update non da poco.

Ecco il link all'articolo, notizie simili (senza l' aggiornamento prontamente messo da Attivissimo) stanno rimpallando sui vari siti/blog: 

In pratica si è diffusa la notizia che ci fosse stato un "hackeraggio" di massa degli account iTunes, e si consigliava addirittura a tutti di levare la propria carta di credito dall' account personale. In realtà probabile che si tratti di poche decine o centinaia di account cracckati, magari con tecniche di phishing o con un virus sul pc dei malcapitati ma non certo di un attacco di massa che possa coinvolgere tutti gli account sui server iTunes di Apple . Infatti come spiega lo stesso Paolo Attivissimo l'anomalia è venuta fuori perchè ai primi posti delle classifiche di iBooks sono comparsi un paio di libri sospetti, che erano poi l'acquisto fatto con gli account cracckati, ...ma bastano 200 unità comprate in un giorno per far schizzare un titolo ai primissimi posti . Considerando i milioni di account iTunes direi che anche se avessero hackerato contemporaneamente 500 account si tratta di numeri bassissimi (chissà di quanti account google o di altro tipo  riescono ad impossessarsi con tecniche di phishing o altro ogni giorno) che non possono far pensare ad rischio reale per i milioni di utenti iTunes .

Il buon Attivissimo (che svolge un lavoro utilissimo con il suo blog) lo spiega nel suo articolo, ma intanto si fa del terrorismo suggerendo alla gente di rimuovere la propria carta di credito dall' account ... 

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Sun, 04 Jul 2010 11:42:45 -0700 "Persone per bene". Incontri e scontri fra politici ed elettori http://blog.jakelm.it/persone-per-bene-incontri-e-scontri-fra-polit http://blog.jakelm.it/persone-per-bene-incontri-e-scontri-fra-polit

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Tue, 29 Jun 2010 02:18:00 -0700 La cospirazione dell'arcobaleno - il punto più alto di chi vede complotti e cospirazioni dovunque http://blog.jakelm.it/la-cospirazione-dellarcobaleno-il-punto-piu-a http://blog.jakelm.it/la-cospirazione-dellarcobaleno-il-punto-piu-a
Dal blog  di Paolo Attivissimo ...direi che non c'è bisogno di ulteriori commenti:

Il video mostrato qui sopra  è già stato visto oltre tre milioni di volte. Traduco correggendo gli strafalcioni.

Didascalia: Gli aerosol arcobaleno di HAARP, 6 luglio 2007 - Ora il nuovo fenomeno è gli arcobaleni vicino al suolo - vent'anni fa non notavamo mai questi effetti arcobaleno così prevalentemente.

Voce: "Ciao, oggi è il 6 luglio 2007, sono circa le quattro e mezzo del pomeriggio, e mi sto chiedendo che diavolo c'è nell'acqua che ci viene fornita, cosa c'è nell'ossigeno che ci viene fornito, dei sali di ossidi metallici che creano un effetto arcobaleno in un irroratore. Che cosa sta trasudando dal terreno, che permette a questo genere di effetto di esistere? Non più soltanto intorno al nostro sole e alla nostra luna, ma dovunque guardiamo, lo spettro visibile è di arcobaleni. Questo non può essere naturale. Sappiamo tutti che vent'anni fa non succedeva, ma adesso sta succedendo adesso [sic]. Noi, come nazione, dobbiamo chiederci cosa diavolo sta succedendo. Che cosa sta trasudando dalla nostra terra?"

 

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Mon, 14 Jun 2010 04:16:15 -0700 Messaggio video di Alessandro Bergonzoni al Teatro Duse. http://blog.jakelm.it/messaggio-video-di-alessandro-bergonzoni-al-t http://blog.jakelm.it/messaggio-video-di-alessandro-bergonzoni-al-t

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Sat, 12 Jun 2010 01:33:30 -0700 Assemblea pubblica per il BFC giovedì 17 giugno http://blog.jakelm.it/assemblea-pubblica-per-il-bfc-giovedi-17-giug http://blog.jakelm.it/assemblea-pubblica-per-il-bfc-giovedi-17-giug
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